Riconoscere
il Pecorino Romano D.O.P.

Pecorino Romano D.O.P con il logo a forma di rombo e con la testa di pecora stilizzata

Consigli pratici e suggerimenti

L’origine del pecorino romano risale a circa 2000 anni fa, del pecorino romano ne parla Plinio il Vecchio in alcuni suoi scritti, ci racconta che gli antichi romani lo usavano come condimento dei piatti o come alimento tagliato a tocchi. Inoltre racconta che i legionari romani ne avevano in dotazione un’oncia, circa 30 grammi, quindi un cubetto a testa, facile da trasportare, non si deteriorava ma soprattutto era molto digeribile.

Cosa sarebbe stato delle milizie romane senza il pecorino?

La mancanza del pecorino avrebbe cambiato il corso della storia?

Chissà cosa sarebbe stato del nostro “eroe dei due mondi” senza il suo amato pecorino romano?

Si narra infatti che Garibaldi amava mangiarlo grattugiato sul minestrone con il pesto; spesso faceva questo per riflettere e trovare conforto nei momenti difficili.

La storia di Roma resta legata a quella del pecorino romano ancora a fine ‘800 quando, Leopoldo Torlonia, sindaco di Roma, emanò un provvedimento che prevedeva il divieto di salagione di qualsiasi tipo di formaggio compreso il pecorino romano, all’interno delle mura dell’Urbe.

Mi chiedo: sono stati veramente problemi igienici la preoccupazione vera di Leopoldo o forse invece aveva un’intolleranza alimentare o semplicemente non amava i formaggi?

Comunque sia, tornando a noi, la produzione del pecorino romano fu incrementata fuori Roma e soprattutto in Sardegna nella zona di Macomer in provincia di Nuoro. Parlo di incremento perché in Sardegna già nel 227 a.C. gli antichi romani avevano portato la produzione del pecorino.

Oggi la produzione del vero pecorino romano DOP è ancora in Sardegna, circa il 97%, il restante 3% viene prodotto in Toscana nella provincia di Grosseto e nel Lazio.

Il pecorino romano è sì legato ai grandi della storia, ma il vero protagonista della sua diffusione nel mondo negli anni più recenti è l’emigrato, perché, lontano da casa, ne porta una parte con sé: tradizioni, ricordi e soprattutto il clima. Porterà con sé il pecorino romano nelle zone di emigrazione: nord America, Canada, sud America e nell’Europa del nord. Questo vuol dire che il pecorino romano iniziò ad essere conosciuto e utilizzato anche da tutte le altre popolazioni e soprattutto apprezzato non solo come condimento per pasta ma come alimento a sé. Oggi lo consumiamo a fine pasto con la frutta o ad inizio pasto con il miele o una mostarda.

L’esigenza dunque è quella di saperlo riconoscere tra tanti prodotti e questo è possibile riconoscendo il suo marchio: un rombo con i vertici arrotondati, all’interno del quale vi è stilizzata una testa di pecora.

Per un romano è facile e anche familiare riconoscere il vero pecorino romano, perché è cresciuto con esso, quindi mi raccomando occhio al rombo!

Laura Benedetto

Dalla cucina di Mammaboom.com

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